Il peccato di Cam contro Noè che è troppo scandaloso per essere spiegato

In Genesi 9 viene narrata una storia molto strana. Ancora più strano è che il vero significato della vicenda non venga spiegato mai, forse per non scandalizzare il lettore sprovveduto. Con questo articolo proverò a rompere il tabù.

È appena finito il diluvio e gli unici superstiti sono otto persone: Noè, sua moglie, i suoi tre figli (Sem, Cam e Iafet) e le rispettive mogli.

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Prima di analizzare ciò che accade e capire quello che potrebbe essere il reale significato del racconto, leggiamo gli otto versetti:

I figli di Noè che uscirono dall’arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.
Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacò e si denudò all’interno della sua tenda. Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono la nudità del loro padre; avendo tenuto la faccia rivolta indietro, non videro la nudità del loro padre.
Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; allora disse:
«Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!». [Genesi 9,18-25]

Il primo particolare che dovrebbe saltare all’occhio è il fatto che venga specificato che «Cam è il padre di Canaan».

Ognuno dei tre figli di Noè (Sem, Cam e Iafet), avrà, a sua volta, numerosi figli che verranno elencati nel capitolo successivo.

Perché in questo brano viene nominato Canaan, solo uno dei figli di Cam, che apparentemente non c’entra nulla?

Che la menzione non sia casuale, è confermato dal fatto che gli autori lo nominino una seconda volta, al momento del peccato di Cam: «Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre».

Presto vedremo che è proprio la natura del peccato di Cam che giustifica la menzione di suo figlio Canaan. Infatti questa storiella, che potrebbe essere scambiata per un resoconto storico dai lettori odierni, per gli autori e i lettori israeliti del tempo aveva un significato eziologico molto preciso. Significato che è possibile decifrare grazie al capitolo 18 del Levitico che elenca le prescrizioni sulle relazioni sessuali.

Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per scoprire la sua nudità. Io sono il Signore.
Non scoprirai la nudità di tuo padre né la nudità di tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità di una moglie di tuo padre; è la nudità di tuo padre. [Levitico 18,6-8]

Scoprire la nudità del padre, per gli israeliti, significava accostarsi alla madre.

Il vero peccato di Cam è aver commesso un incesto con sua madre, la moglie di Noè. Ecco perché viene nominato per ben due volte Canaan. Canaan è il figlio di questo peccato, è il figlio di Cam e della moglie di Noè.

Quest’interpretazione non è solo coerente con il passo del Levitico ma è l’unica che spiega il motivo per il quale Noè se la prenda con l’innocente Canaan nonostante il peccato venga commesso da Cam. Rileggiamo:

Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore [Cam]; allora disse: «Sia maledetto Canaan!»

Noè maledice Canaan perché quel bambino è il frutto del peccato e, come si credeva all’epoca, i peccati dei genitori ricadevano sui figli.

Da Canaan discenderanno i popoli cananei, i peggiori nemici d’Israele. L’origine peccaminosa dell’antenato serve da una parte per aumentare il contrasto tra un popolo nato dalla trasgressione e il popolo eletto e dall’altra per spiegare i costumi che i cananei continuavano a utilizzare anche ai tempi degli autori.

Infatti il capitolo 18 del Levitico sulle prescrizioni sessuali che ho citato, inizia proprio così:

Non farete come si fa nella terra d’Egitto dove avete abitato, né farete come si fa nella terra di Canaan dove io vi conduco, né imiterete i loro costumi. [Levitico 18,3]

I cananei, evidentemente, praticavano l’incesto e gli autori sacri hanno ben pensato di proiettare la stessa trasgressione all’origine del capostipite.

Nel prossimo articolo vedremo come lo scandalo avvenuto all’interno della famiglia di Noè sia identico a quello, raccontato molto più esplicitamente, avvenuto nella famiglia di Lot. E riguardo al racconto di Sodoma e Gomorra scopriremo un significato che non tutti conoscono. Se non avete voglia di aspettare, potete leggere tutto sul mio libro: L’origine dell’uomo ibrido.

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