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Erectus/Sapiens

Ibridi cinesi Erectus/Sapiens di 900 mila anni: il Corriere riscrive la storia?

Ibridi Erectus/Sapiens? Finalmente ne parla uno scienziato sul Corriere della Sera

Su la Lettura del Corriere della Sera del 29 luglio 2018 è apparso un articolo rivoluzionario firmato dallo scienziato di fama internazionale Claudio Tuniz. Chi ha già letto il mio libro non potrà che meravigliarsi delle conferme che vi troveremo.

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Già il titolo del pezzo è una bomba: L’Homo sapiens arriva dall’Asia?

Il sottotitolo spiega:

La tesi più accreditata identifica nell’Africa la culla della specie umana. Ma scoperte recenti dimostrano che i nostri antenati vivevano nell’attuale Cina ben prima di quanto si pensasse. E i pochi denti rimasti dell’Uomo di Pechino danno nuove indicazioni.

Claudio Tuniz è proprio uno dei 10 autori dell’articolo Morfologia dentale interna dell’Homo erectus di Zhoukoudian. Nuovi dati da una vecchia collezione conservata all’Università di Uppsala, in Svezia, uscito sulla rivista scientifica Journal of Human Evolution.

Nell’articolo del Corriere, Tuniz sintetizza le informazioni che avevamo sugli ominidi fino a poco tempo fa. Scrive che in Europa e in Asia sarebbero vissute diverse specie umane (Erectus, Neanderthal, Denisovani e Floresiensis) finché i Sapiens, usciti dall’Africa 60 mila anni fa, le avrebbero soppiantate.

Questa, fino a tempi recenti, era la versione ufficiale alla quale bisognava attenersi. Che significa? Significa che questa versione implica una serie di premesse che non possono essere falsificate. Ad esempio: se la versione ufficiale afferma che i Sapiens sono nati in Africa e sono usciti dal continente nativo 60 mila anni fa, non possono esistere fossili Sapiens più antichi di 60 mila anni in qualsiasi altro continente. Altrimenti la versione ufficiale crolla.

E che problema c’è? – verrebbe da chiedere – se la versione ufficiale è corretta, non si troveranno mai delle prove che possano falsificarla.

Purtroppo la scienza funziona per paradigmi e le cose non sono così semplici come potrebbe pensare un lettore profano. Una volta che s’impone un certo paradigma, quindi una certa versione ufficiale, non basta una prova contraria per far crollare il paradigma.

Frodi archeologiche

Nel mio libro ho dedicato più di un paragrafo alle frodi archeologiche, così chiamate già da Vayson de Pradenne. In pratica, nell’attuale paradigma, se un paleoantropologo trovasse resti Sapiens in uno strato di 500 mila anni fa, si auto convincerebbe che si è sbagliato, che nonostante l’apparenza quei fossili non appartenevano a un Sapiens, oppure penserebbe che siano scivolati nello strato sbagliato ma il loro posto originale era un altro.

Tutte le università del pianeta, tutti i libri, tutti gli scienziati sono concordi con la versione ufficiale. Se il nostro paleoantropologo se ne uscisse dicendo: ehi, fermi tutti, ho trovato questo osso in una buca e adesso bisogna riscrivere la storia dell’umanità, nel migliore dei casi verrebbe deriso o ignorato, nel peggiore avrebbe compromesso la sua carriera.

De Pradenne analizza bene questi meccanismi ma spiega anche che non c’è una giustificazione: anche se in buonafede, se il nostro paleoantropologo non dichiarasse ciò che ha realmente scoperto, starebbe commettendo una frode archeologica. Poco importa che magari non ne sia del tutto consapevole.

Alla luce di questo, si può comprendere ciò che scrive Tuniz riguardo alle scoperte scientifiche che contraddicevano il paradigma del Sapiens recente nato in Africa.

Le scoperte che non confermavano questa storia non venivano prese in considerazione.

Wow! Dentro questa breve frase c’è un mondo che crolla, quel mondo che da decenni ci ripete che le cose sono andate in un certo modo perché la scienza ha scoperto che… Invece no, la verità è che ci ripetono che le cose sono andate in quel modo perché non considerano tutte le prove che dimostrano il contrario.

Le ultime scoperte retrodatano l’origine del Sapiens

Ma così funzionano i paradigmi: riescono a resistere per un tempo limitato alle scoperte che li smentiscono, un po’ modellandosi attorno ai nuovi studi, finché le prove contrarie non diventano così numerose e importanti che il paradigma non può che crollare. E più il paradigma è durato, più grosso sarà il botto.

Tuniz elenca le scoperte che negli ultimi tre anni hanno modificato la versione ufficiale:

  1. scoperti denti Sapiens in Cina di oltre 100 mila anni fa;
  2. dimostrato che i Sapiens erano arrivati in Australia 65 mila anni fa;
  3. dimostrato che i Sapiens vivevano in Medio Oriente e in India 180 mila anni fa;
  4. scoperti resti Sapiens in Marocco di oltre 300 mila anni fa.

Quindi le scoperte eretiche accantonate negli anni Ottanta e Novanta, acquistano oggi nuova credibilità. Cito Tuniz:

Fu ad esempio accantonata l’idea che esistessero in Cina forme «di transizione» tra Erectus e Sapiens, risalenti a centinaia di migliaia di anni fa. Eppure resti di specie umane ibride furono rinvenute negli anni Ottanta e Novanta, a Dali e a Yunxian, nella Cina centrale, e i relativi studi vennero pubblicati. Ora nuove scoperte impongono di riconsiderare l’ipotesi di un incrocio fra Sapiens ed Erectus e le date di arrivo di Sapiens in Asia e Oceania.

Ecco la bomba! Incroci tra Sapiens ed Erectus, esattamente come ho ipotizzato nel libro L’origine dell’uomo ibrido.

Ma non è finita qui. L’articolo è corredato da una mappa in cui sono segnati i reperti fossili ritrovati in Cina. Le forme transizionali di Dali e Yunxian risalgono, rispettivamente, a 250 mila e 900 mila anni fa!

Ibridi Erectus/Sapiens: com’è possibile?

E giustamente Tuniz si chiede:

come spiegare gli ibridi Erectus/Sapiens cinesi più antichi?

E risponde così:

Diventa sempre più credibile l’ipotesi che diversi gruppi e specie umane convivessero, sia in Africa che in Asia, durante i cambi climatici del Pleistocene, dedicandosi a sporadici incroci genetici. I fossili «di transizione» in Cina potrebbero quindi essere spiegati con l’elevata biodiversità umana che caratterizzava l’Asia del Pleistocene.

Potrebbero essere spiegati così? Non lo so, non sono uno scienziato come Tuniz. E siccome non sono uno scienziato, e non devo pubblicare su riviste scientifiche, e non ho una carriera davanti, mi posso permettere di ipotizzare semplici risposte che al momento vengono ignorate o derise dagli esperti.

Se io trovassi i resti di un mulo di 50 milioni di anni, cosa penserei? Penserei che asini e cavalli si incrociano da almeno 50 milioni di anni e quindi asini e cavalli devono essere ancora più antichi del mulo che ho trovato. Ci sarebbe qualcosa di assurdo in questo ragionamento? Credo di no.

Analogamente: sono stati trovati ibridi Erectus/Sapiens vecchi di 900 mila anni. Seguendo lo stesso ragionamento si arriva a ipotizzare che Sapiens ed Erectus devono essere più antichi di quegli ibridi che sono stati trovati. Ci sarebbe qualcosa di assurdo in questo ragionamento? Sì: contraddice il paradigma che vuole i Sapiens una specie recente.

Ma siccome io non sono uno scienziato, me ne frego dei paradigmi e questa è esattamente l’ipotesi che sostengo nel mio libro, uscito giusto un anno fa, il 15 agosto 2017. E dopo un anno, a differenza dei libri di alcuni esperti che vengono smentiti dopo ogni nuova scoperta, L’origine dell’uomo ibrido sembra trovare sempre più piccole e grandi conferme.

Altre conferme?

Chi ha letto il libro, forse ricorderà che parlo in diversi capitoli delle conseguenze delle ibridazioni, tra le quali nanismo, gigantismo e malattie varie. Ecco cosa scrive Tuniz:

Perfino il minuscolo Homo floresiensis potrebbe essere il risultato di un incrocio fra Sapiens ed Erectus, dato che si è recentemente scoperto, studiando gli incroci fra diverse specie di babbuini, che i loro discendenti, lungi dall’assumere i caratteri degli antenati, possono variare le loro dimensioni anatomiche (per esempio rimpicciolendosi) e assumere caratteristiche del tutto nuove, anche patologiche.

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7 thoughts on “Ibridi cinesi Erectus/Sapiens di 900 mila anni: il Corriere riscrive la storia?

  1. Ho letto il libro (L’Origine dell’uomo ibrido) e, non sapendo dove altro scrivere le mie domande, le pubblico qui.
    Ho una serie di domande e dubbi. Se l’autore fosse così cortese da rispondere, gliene sarei grato.

    1 – Nella prima parte del libro c’è tutta una disquisizione circa il concetto di libertà. Si arriva alla conclusione che qualsiasi limitazione alla stessa generi una condizioni di libertà solo apparente. Ora, non voglio entrare nel merito del dibattito che è strettamente filosofico e di grande complessità. Il ragionamento mi è sembrato contraddittorio rispetto al comportamento che tiene Dio creatore nei confronti dei nostri progenitori, Adamo ed Eva.
    Infatti, Dio pone un limite alla loro libertà, proibendo loro di “prendere del frutto dell’albero”. Qui non mi interessa entrare nel merito della questione se la Genesi vada letta letteralmente oppure vada interpretata come un racconto carico di simboli, come il testo suggerisci. Quello che trovo contraddittorio è il fatto che, da un lato, si dica che la libertà, se non è assoluta, non è libertà e, dall’altro, che Dio lascia liberi Adamo ed Eva, perché dio vuole figli e non schiavi, però impone loro un limite, un divieto. Allora, se ne dovrebbe concludere che Dio non ha, in realtà, concesso loro libertà, poiché, come si è detto prima, la libertà è tale solo se essa è assoluta (Affermazione che io non condivido).

    2 – L’autore introduce il distinguo tra: “Figli di Dio” e “Figli degli uomini” e, in questa dicotomia, inserisce anche Cristo, che è appunto “Figlio di Dio” (Insomma, tutto il discorso della trasmissione del peccato originale che avverrebbe tramite il seme dell’uomo e non tramite l’ovulo della donna ecc). Il ragionamento fila ma c’è un “però”. Nella Bibbia, Cristo viene a più riprese chiamato “Figlio dell’Uomo”. Questo non entra in contraddizione con quanto esposto dall’autore? La questione, infatti, non viene trattata e discussa. C’è una spiegazione?

    3 – Non sono un genetista per cui mi baso sulle mie limitatissime conoscenze. Pertanto, spero mi perdonerete se dirò inesattezze.
    Tutto il discorso relativo alla non dispersione del patrimonio genetico che si realizza solo attraverso la proibizione dei matrimoni misti, l’ho capita. Tuttavia, è stato per me inevitabile pensare a tutti quei problemi genetici, sofferti da quelle società o quei gruppi sociali, che erano (Alcuni lo sono tuttora) soliti sposarsi tra di loro. Per quello che ne so io, se ci si continua a sposare tra persone consanguinee si aumenta la probabilità di replicare gli errori presenti nel codice genetico dei genitori. Con l’andare del tempo, l’assenza di “rimescolamento” produce individui affetti da gravi malattie. Il tabù dei matrimoni tra parenti stretti pare sia sorto proprio dalla verifica empirica di quanto qui sopra spiegato.
    Quindi, come si possono tenere assieme le due cose?

    (La mia non vuole essere una critica all’opera e alla ricerca condotta! Ho trovato il libro molto interessante. Solo che mi sono fatto queste domande e mi piacerebbe porle all’autore!)

    1. Salve SiuLong,
      intanto ti ringrazio per queste belle domande! Spero di riuscire a rispondere in serata.
      A dopo!

    2. 1 – Credo si sia fatta confusione tra due concetti simili ma diversi. Il fatto che Dio imponga dei divieti non implica che Dio ci impedisca di sbagliare. Nel senso: è vero che Dio ha imposto un divieto alla prima coppia ma la prima coppia era libera di violare quel divieto.
      È un po’ come se io dicessi a mia figlia: non tornare a casa dopo mezzanotte. Sto ponendo un limite ma mia figlia è comunque libera di scegliere se rispettarlo o meno.
      Dio ci ha fatti liberi, per questo Adamo è stato in grado di sbagliare. Se Dio non ci avesse fatto liberi, Adamo non avrebbe potuto sbagliare.
      Forse sono un po’ contorto, non so se riesco a spiegarmi…

      2 – Argomento delicato. Io credo che Gesù sia la sintesi tra le due categorie: Gesù è il primo figlio dell’uomo che torna a essere un figlio di Dio.
      Con l’estinzione dei figli di Dio erano rimasti solo i figli dell’uomo. Oggi, invece, siamo tornati a essere figli di Dio. Com’è possibile? Grazie a Gesù che, pur essendo un figlio dell’uomo (come si auto-definiva), era anche un figlio di Dio (e infatti si rivolgeva a Dio chiamandolo papà). Gesù è riuscito a riallacciare quel rapporto di figliolanza che l’umanità aveva perso con il nostro Padre creatore.

      3 – La contraddizione è solo apparente, nel senso che in situazioni diverse si ottengono risultati opposti.
      Se prendessimo due popolazioni geneticamente diverse (Sapiens e Neanderthal), gli incroci potrebbero causare problemi genetici nei figli e quindi l’endogamia potrebbe avere conseguenze positive.
      Se invece prendessimo una popolazione già mescolata, l’endogamia tra parenti stretti potrebbe causare problemi, in quanto aumenterebbe le possibilità che entrambi i genitori possano avere la stessa malattia recessiva che potrebbe manifestarsi nel figlio.

      1. Grazie per le spiegazioni!
        Mi sembrano chiare!
        1-Il punto quindi è che Dio non limita la libertà in quanto lascia l’uomo libero di scegliere ciò che lui gli ha proibito.
        2-Che il sacrificio di Cristo ha dato il diritto all’umanità di tornare ad essere figlia di Dio, per adozione, mi è chiaro. Non mi è chiarissimo perché Cristo si riferisse a sé stesso come “Figlio dell’Uomo”.
        3-Il problema degli incroci, quindi, si pone sono nel momento in cui si mescolano specie diverse. Fintanto che si mescolano etnie differenti, il problema non sussiste. Ho capito bene?

        1. 1 – Esatto, l’hai spiegato meglio di me!

          2 – Il bello è proprio questo, secondo me: Gesù voleva sottolineare che adesso si può essere figli di Dio anche essendo, di fatto, figli dell’uomo. Lui era il figlio di Dio ma si definiva figlio dell’uomo, come a dire che anche noi altri, figli dell’uomo, possiamo essere figli di Dio. Se il figlio di Dio si fosse definito figlio di Dio… beh, che giovamento ne avremmo avuto noi che siamo figli dell’uomo?

          3 – Sì, anche se oggi il significato di ‘specie’ ed ‘etnie’ è sempre più sfumato. Diciamo, ma è solo una semplificazione per rendere l’idea, che gli accoppiamenti possono essere problematici quando c’è troppa o troppo poca differenza genetica.

  2. Un’ultima osservazione: anni fa vidi un documentario circa una città leggendaria dell’India (Purtroppo non ricordo il nome). Per secoli si era creduto fosse solo un mito (Racconti circa questa città si trovano nei più antichi testi sacri induisti) ma, stando a quanto diceva questo documentario, i resti di questa città sarebbero stati ritrovati sul fondale marino, di fronte all’attuale costa.
    In sostanza, allora, l’oceano si trovata a diversi chilometri di distanza rispetto al punto dove si trova oggi, il che significa che il livello del mare era più basso.
    Per quella che è la nostra conoscenza, gli unici momenti in cui il livello degli oceani è stato sensibilmente più basso rispetto a quello attuale, è stato durante le glaciazioni e l’ultima è finita circa 10.000 anni fa.
    Questo starebbe ad indicare che durante l’Era Glaciale, in India, vi era già una civiltà complessa, capace di costruire città, cosa che entra in contraddizione con la cronologia ufficiale.
    Non so se ne hai sentito parlare e se la notizia è affidabile. Se lo fosse, deporrebbe a favore della tua tesi.

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